Le radici del nostro Istituto affondano in un lontano passato, quando il duca Ercole III d’Este decise di istituire a Modena una Scuola di Disegno, Architettura e Pittura: era il 1785. Questa storia plurisecolare lo colloca tra i più antichi nel campo dell’istruzione artistica, ma anche tra i più grandi d’Italia per il numero di studenti iscritti.

L’architetto Giuseppe Maria Soli, che ne divenne il primo direttore, fu incaricato di trasformare una parte del convento domenicano, un tempo occupato dal soppresso Tribunale dell'Inquisizione, per adattarlo a sede scolastica e in questo modo furono create una nuova facciata in stile neo-cinquecentesco, un cortile detto dell’Esedra e una Sala delle Adunanze, ornata in stile neoclassico. La ristrutturazione dei locali portò così la cupa sede del tribunale a diventare un polo del libero pensiero e dell’espressione artistica. A questo proposito piace qui ricordare di quando i maestri di inizio Ottocento, senza indugio, vendettero le armi abbandonate dai Francesi nel deposito della scuola per acquistare materiale didattico, tra cui soprattutto un grandioso calco del Laocoonte.

L’ edificio, in cui sono transitate numerose generazioni, è ancora oggi il cuore storico dell'Istituto e ha le sue punte di diamante nella rinnovata Galleria delle Statue, che contiene un'ampia raccolta di antiche copie di sculture famose e nella Biblioteca storica, dove sono conservati un prestigioso patrimonio librario e numerosi dipinti. Nel 1790 la scuola divenne Accademia Atestina di Belle Arti, dal 1877 fu denominata Regio Istituto d’Arte, formando nel frattempo artisti, architetti e uomini di cultura di alto profilo basti pensare al pittore Adeodato Malatesta, direttore per oltre un cinquantennio a partire dal 1839, ma anche presidente di tutte le Accademia emiliane e responsabile della Galleria Estense. Non meno importante fu l’architetto Luigi Poletti che progettò la Basilica romana di San Paolo fuori le mura e grazie al cui lascito sorse a Modena a Biblioteca di storia dell’arte, a lui intitolata. Con particolare rispetto va ricordato il nome di Adolfo Venturi, al quale dal 1923, epoca della Riforma Gentile è dedicata la scuola. Egli ebbe il merito di diventare il primo docente in Italia ad insegnare, all’università, storia dell’arte medievale e moderna e fu così professore a La Sapienza di Roma dal 1890 al 1931. Anche grazie alle sue numerose pubblicazioni egli è unanimemente riconosciuto come

il padre della storiografia moderna dell’arte, dando impulso ad un approccio scientifico e filologico degli studi e battendosi per la tutela del patrimonio artistico.

Non dimentichiamo comunque i tanti scultori, pittori, architetti e professionisti dei vari ambiti, formatisi in questo Istituto nell’ultimo secolo e che hanno portato le loro conoscenze e competenze nel mondo del lavoro.

A seguito della riforma del 1960 la scuola divenne ufficialmente Istituto d’Arte e con la legge n.692/1970 venne introdotto il biennio sperimentale comprensivo di IV e V anno al fine di rilasciare agli studenti il diploma di maturità di arte applicata che permettesse l’accesso all’Università.

 

 

 

Con Riforma Gelmini dall’anno scolastico 2010/11 la scuola è diventata un Istituto Superiore d’Arte

comprendente il Liceo Artistico e l’istituto Professionale di Grafica.

Dall’anno scolastico 2015/2016, a seguito della separazione degli organici dei docenti (organico del Liceo e organico del Professionale), l’istituto Venturi assume la denominazione di Istituto di Istruzione Superiore “A. Venturi”.


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