Già nel DPR 275/99 il legislatore affermava: “L'autonomia delle istituzioni scolastiche si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione”.

La legge delega n° 53 del 2003, con la quale ha avuto inizio la riforma del sistema scolastico italiano, indica come principio fondante del nostro sistema di istruzione e formazione professionale

“ la crescita e la valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell'età evolutiva, delle differenze e dell'identità di ciascuno “.

Proprio partendo da questo principio il Venturi è impegnato nell'accoglienza di tutti gli studenti, tenendo presente la storia personale di ciascuno, i trascorsi scolastici, i tempi e ritmi di apprendimento, il proprio linguaggio e il bagaglio culturale personale.

Nello specifico la scuola è attenta alle varie forme di svantaggio scolastico che nella stessa Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 vengono comprese in tre aree:quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici; quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.

 

4.9.1  Area della disabilità

L'Istituto assicura il diritto allo studio anche ad alunni con diverse abilità e pone la disabilità come occasione di crescita per studenti ed insegnanti.

La diversità è vissuta come risorsa da valorizzare, come stimolo sia per il rinnovamento della didattica, sia per la diversa attenzione nell'ambito delle relazioni, facendo dell'integrazione un momento di crescita e di arricchimento comune.

Nell'ambito dell'Istituto l'integrazione degli alunni con diverse abilità è coordinata dal Gruppo dei docenti di sostegno formato da docenti specializzati che da anni operano nel campo dell'handicap. L'attività scolastica si svolge in stretta collaborazione tra i docenti di sostegno, i docenti curricolari, tutors ed educatori assistenziali rispondendo così ai bisogni educativi degli studenti con interventi calibrati sulle condizioni personali di ciascun allievo.

Gli insegnanti di sostegno mantengono inoltre i rapporti con le famiglie, gli operatori sanitari e con i comuni di residenza dei ragazzi perché, grazie alla collaborazione delle diverse forze presenti sul territorio, si realizzi il “progetto di vita” dell'allievo.

Nell’a.s. 2015-16 il gruppo di lavoro è costituito da 21 docenti di sostegno specializzati che seguono i 44 alunni diversamente abili presenti nell'Istituto.

 

4.9.2 Area dei disturbi evolutivi specifici di apprendimento

La legge dell' 8.10.2010, n. 170 (cui ha fatto seguito il Decreto ministeriale del 12.7.2011 con le importanti “Linee guida”), riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento(DSA), assegnando al sistema nazionale di istruzione il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo formativo.

Il tipo di intervento per l’esercizio del diritto allo studio, previsto dalla normativa su richiamata, si articola sulla didattica individualizzata e personalizzata, sugli strumenti compensativi (mezzi di apprendimento alternativi e tecnologie informatiche), sulle misure dispensative (interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento) e su adeguate forme di verifica e valutazione.

Infatti, la definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona nelle varie fasi di sviluppo e di formazione.

Il Consiglio di classe esplicita e formalizza gli strumenti compensativi e le misure dispensative al fine di promuovere le potenzialità e il successo formativo di ogni allievo.

Le metodologie didattiche vengono condivise con la famiglia ed il patto educativo si concretizza attraverso il Piano Didattico Personalizzato (PDP).

 

4.9.3 Area svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale

In ogni classe ci sono studenti che manifestano alcune difficoltà che non risultano tra quelle certificabili ai sensi della legge 104/92, ma non rientrano nemmeno tra i Disturbi specifici di apprendimento. Tali studenti necessitano comunque di speciali attenzioni e le motivazioni possono essere molto diverse tra loro: alunni stranieri di prima o seconda alfabetizzazione, alunni italiani che presentano comunque problemi di linguaggio, alunni che manifestano deficit di attenzione, problemi nel comportamento o problemi psicologici.

 

I.  Studenti stranieri

Per quanto riguarda gli studenti stranieri si segnala che nel nostro istituto è attivo un progetto di integrazione e di sostegno didattico agli alunni stranieri dall’anno scolastico 2001-2002. Esso si è evoluto nel tempo, in base alle indicazioni recepite dalle nuove normative, alle necessità rilevate nel contesto specifico della nostra scuola e alle offerte formative offerte dalla realtà cittadina. In particolare ci si è avvalsi del supporto del Centro Territoriale Permanente che, in anni passati, ha attuato corsi linguistici per gli alunni delle scuole superiori.

Per favorire l'integrazione la scuola ha predisposto un Protocollo di accoglienza nel quale vengono precisate le azioni di monitoraggio, programmazione e personalizzazione dell'attività didattica, le Linee guida per la valutazione della produzione scritta e orale degli studenti e specifici Criteri di valutazione. Per una lettura completa del Protocollo e delle Linee guida si rimanda agli allegati specifici, mentre per i criteri di valutazione si veda il capitolo del PTOF che tratta il tema della Valutazione .

 

II.  Svantaggio socio-economico, linguistico, culturale

L'Istituto attraverso i singoli Consigli di classe è attento alle varie situazioni di svantaggio, consapevole che ogni allievo/a partecipa al percorso formativo con propri stili di apprendimento dettati anche da caratteristiche cognitive personali.

  • I Consigli di classe analizzano le situazioni problematiche e programmano le attività didattiche sulla base dei contenuti specifici e delle competenze essenziali delle varie discipline, tenendo presente i vari stili di apprendimento.
  • I Consigli di classe utilizzano diverse metodologie didattiche al fine di favorire l'apprendimento di ogni studente e lavorano in stretto contatto con le famiglie degli allievi.

Nel caso di alunni colpiti da gravi patologie o impediti a frequentare la scuola per un periodo di almeno trenta giorni (anche non consecutivi) è previsto che la scuola possa attivare un progetto di Istruzione domiciliare (ID).

L'istruzione domiciliare, consentita dalla normativa scolastica, ha lo scopo di evitare che le prolungate assenze per motivi di salute pregiudichino l'esito finale del percorso di studi.

La scuola, una volta acquisita la specifica richiesta dei genitori, predisporrà un Progetto di istruzione domiciliare a cura del Consiglio di classe precisando le finalità, le metodologie, la durata e le risorse umane coinvolte, tenendo conto delle diverse situazioni dei ragazzi, utilizzando al meglio strumenti e piattaforme digitali per la comunicazione a distanza, prevedendo in caso di necessità anche lo svolgimento di alcune lezioni presso l’abitazione dell’alunno.

Le azioni didattiche e le metodologie educative della scuola sono guidate dalla consapevolezza che l'educazione inclusiva sia un processo continuo che mira ad offrire a tutti un'educazione di qualità nel rispetto delle diversità e delle abilità di ciascuno.

Nelle attività di monitoraggio e programmazione dell'attività didattica per tutti gli studenti con bisogni educativi speciali, i Consigli di classe sono supportati dai docenti referenti delle Funzioni strumentali (Handicap e DSA) e si raccordano con gli operatori dei servizi sociali.

L'Istituto ha organizzato in questi ultimi anni  percorsi di formazione e aggiornamento per i docentipropriosulle tematiche dell'integrazione.

Durante i momenti di formazione, in occasione delle verifiche di fine anno del Piano triennale dell'Offerta Formativa e nei momenti di confronto con le famiglie e gli studenti sono emerse alcune problematiche e conseguenti proposte per migliorare l'integrazione.

A tal fine a Giugno 2015 è stato presentato e approvato in Collegio dei docenti uno specifico Progetto che di seguito riportiamo e che ha rappresentato il punto di riferimento per l'anno in corso.

 

4.9.4 PIANO PERL'INCLUSIONE

(approvato dal Collegio dei docenti in data 16/06/2015)

  • Evitare di accorpare le classi e fare in modo che ogni classe sia composta al più da 20-25 studenti
  • evitare di concentrare nella stessa classe molti studenti con DSA e studenti certificati
  • organizzare un incontro a Settembre o all'inizio di Ottobre per i genitori degli studenti DSA(o BES) con l'obiettivo di:
  • condividere metodologie e chiarire i rispettivi ruoli
  • illustrare la struttura del PDP e i tempi per la sua stesura e chiarendo gli obiettivi di insegnamento - apprendimento (ad esempio può essere utile chiarire che gli studenti hanno diritti e doveri)
  • offrire ai genitori un'occasione per chiedere informazioni o evidenziare dubbi e difficoltà; 
  • investire parte del Fondo d'istituto per migliorare l'attività didattica di studenti e docenti, ecco alcune proposte:
  • nominare un docente tutor per gli studenti DSA/BES che non sia il coordinatore
  • prevedere idonee modalità di riconoscimento dell'impegno dei docenti (come tra l'altro previsto dalle Linee Guida della legge 170 del 2010) 
  • offrire attività di supporto pomeridiano agli studenti che non possono usufruire dei servizi a pagamento (attività sul metodo di studio , mappe e schemi, ecc.)
  • corsi di aggiornamento e confronto tra docenti di aree disciplinari affini favorendo lo scambio di esperienze e di buone pratiche
  • nominare un gruppo di lavoro che s'impegni a coordinare quanto deliberato dal collegio, apportare modifiche o integrazioni al PDP, organizzare l'incontro con i genitori e che si faccia portavoce delle diverse istanze scolastiche presso i servizi di Neuropsichiatria.
  • favorire maggiore collaborazione tra docenti disciplinari, docenti di sostegno, tutors, PEA ad esempio nella stesura del PDP e nella relazione finale per l'Esame di Stato.

Il percorso di auto-riflessione sui valori e sulle problematiche connesse alla didattica personalizzata è stato avviato: l'auspicio è che studenti e famiglie possano fornire il loro contributo per far emergere criticità e quindi contribuire al processo di miglioramento.


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