Sottosopra. Il Venturi nei luoghi della Shoah

Il nostro modo di vedere la Shoah è cambiato veramente tanto negli ultimi decenni. Delle volte, quando si parla di questo fenomeno così oscuro e feroce ma nello stesso tempo così commovente e magnetico, ci si sente un po’ come se uno spirito cattivo si divertisse a rigirarci di continuo la testa con i piedi, spingendoci a rotolare in una catena di capriole e di salti mortali che presto o tardi - è ovvio - ci faranno traballare e magari cadere.

Quest’anno, il Venturi ha investito molte risorse didattiche e professionali nello studio della memoria della Shoah. Sessanta ragazzi di quarta e quinta si sono recati in visita nei campi di Auschwitz, di Dachau e di Mauthausen. Molti docenti si sono impegnati nei viaggi e numerosi altri insegnanti si sono lasciati coinvolgere nella preparazione e nella motivazione degli alunni. Quest’impegno generoso, inoltre, ha trovato il suo valore aggiunto nella scelta (rivelatasi davvero efficace) di lavorare non solo sulla storia del razzismo nazista e sulla macchina del lager ma anche di calarsi nello specifico del rapporto fra la memoria del genocidio e la sua immagine, di attraversare lo spazio critico che si interpone fra lo sterminio e la sua rappresentazione visiva “per noi”.

Le fotografie sono l’anima e l’energia del volume e sono state realizzate da un gruppo di giovani fotografi allievi dell’Istituto Venturi. Sono ragazzi e ragazze fra i 17 e i 20 anni e i loro nomi sono Marica Bernagozzi, Sara Diga, Alessia Ferraresi, Rebecca Galeotti, Chiara Golinelli, Cisse Mamoudou, Gian Luca Manelli, Emanuele Melotti, Anita Manfredi, Sara Perfetto, Evelin Scrivano. Mai come in questo caso, è giusto precisare che questi ragazzi parlano anche a nome dei loro compagni di studio e di viaggio, cioè di altri giovani grafici e fotografi che per ora non hanno reso pubblici i loro scatti fotografici.

Il progetto grafico è di Alice Tassinari e Angelo Lastra

Il libro digitale è scaricabile sia in formato EPUB sia in PDF.
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